Buenas noches, Reina y Madre
hija del Eterno Padre
en el cielo y en la tierra
te adoramos Madre mia
Buenas noches, tengas Madre
y tu hijo celestial
que en tu vientre concebiste
sin pecado original
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Buona notte, Regina e Madre
figlia del Padre Eterno
in cielo e in terra
ti adoriamo Made mia
Buona notte a te Madre
e al tuo celestiale figlio
concepito nel tuo ventre
senza peccato originale
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| La leggenda de La Tirana
La tradizione fa risalire la storia al 1535, quando il conquistatore
spagnolo Diego de Almagro organizzò una sedizione di conquista
verso il Cile portando con sé un principe Inca, sommo sacerdote
del sole, e sua figlia Ñusta Huillac, come copertura che smussasse
le ostilità degli Indios locali. I quali, però, subodorato
il piano, uccisero il saverdote, facendo si che la figlia fuggisse e
si ritirasse nella pampa del Tamarugal - a quell'epoca coperta di boschi
di tamerici, da cui il nome - col suo seguito di fedeli guerrieri. Da
lì la giovane perseguitò ed uccise centinaia di spagnoli,
dimostrando un tale polso e spietatezza da meritarsi il soprannome di
Tirana, la tiranna. Un giorno i suoi fecero prigioniero un giovane ed
affascinante avventuriero portoghese, Vasco de Almeyda, che aveva osato
inoltrarsi nei loro territori. La Tirana se ne innamorò al punto
da ricorrere a mille trucchi pur di procastinare l'ovvia sentenza di
morte, contravvenendo così ai suoi doveri militari e religiosi
e provocando l'ira dei suoi guerrieri. Cercò anche di avvicinare
il portoghese alla propria religione, col solo risultato di convertirsi
essa stessa al cristianesimo. E proprio mentre Almeyda battezzava la
sua amante col nome di Maria, i guerrieri li sorpresero durante il rituale
e li uccisero con una pioggia di frecce. Anni più tardi, un monaco
che stava evangelizzando la zona vide nel bosco del Mamarugal una croce
cristiana. Venuto a conoscenza della tragica storia d'amore, fece edificare
in quello stesso posto la chiesa conosciuta oggi con il nome di Nostra
Signora del Carmen de la Tirana.
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