Tradizione popolare spagnola e latino americana si fondono on elementi
dellavanguardia novecentesca, parigina in particolare, nel lavoro
di Heitor Villa-Lobos, compositore brasiliano la cui produzione molto
ampia vanta oltre 1700 titoli. Il giovane Villa-Lobos comincia la
sua carriera di musicista da autodidatta (come ama definirsi), seguendo
con passione lattività degli artisti girovaghi a Rio.
La loro opera di brasilianizzazione della musica europea
in voga allepoca, e la sintesi colta di questa tradizione popolare,
daranno origine ad una forma musicale, lo CHORO, che Villa-Lobos
sviluppò (ne scrisse 16, con diversi organici).
Linteresse per il folklore si manifesta lungo tutta la sua vita
attraverso i viaggi di studio, come quello intrapreso alletà
di 18 anni nella ricca tradizione musicale degli stati di Bahia e
Pernambuco. Qui viene in contatto con i cantadores, di tradizione
spagnola. Oppure i successivi viaggi nel Paranà e nella regione
amazzonica, ma anche la visita a Parigi, per la prima volta nel caso
di un musicista latino americano per farsi conoscere, e non solo per
imparare dalla scuola europea. Completano la sua formazione i corsi
di armonia frequentati presso lIstituto Nazionale di Musica.
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La caratteristica prima dellopera di Villa-Lobos è la capacità
di combinare in una sintesi molto personale elementi del folklore brasiliano
con la tradizione colta europea e, fatto assolutamente originale, riportando
alla luce il sostrato indio invece di fermarsi alle influenze africane,
comunque presenti al livello del ritmo.
Non a caso fu definito lindio in frack, e sembra
che il soprannome non gli dispiacesse. Non si limitò a rielaborare
in forma colta la tradizione popolare, ma procedette ad una vera e propria
assimilazione delle caratteristiche strutturali di quella musica per
arrivare ad una nuova creazione, spesso molto lontana dalloriginale,
sicuramente mai ad una parafrasi. Uno degli esempi più efficaci
di questa tecnica di assimilazione, che scaturisce da unurgenza
creativa e storica in sintonia con loperare dei pittori e degli
scrittori modernisti, è rappresentato dalle Cançones
Tipicas Brasileiras, dieci delle quali composte nel 1919 completate
da altre tre nel 1935.
Queste melodie costituiscono la testimonianza della capacità
di Villa-Lobos anche di reinventare il folklore, riproponendolo quanto
più possibile vicino alla sua veste originale, presentando una
vera e propria composizione ad esso ispirata oppure svilluppandone i
moduli sino al limite di una reinvenzione su basi ben più sofisticate.
Infatti il modo di ambientare questi temi è estremamente originale
e avanzato senza la minima traccia di ovvietà con melodie appoggiate
su un accompagnamento essenziale, spesso percussivo, di grande suggestione.
Il coro esegue:
Estrella e la lua nova
Na Bahia tem
Rosa amarela
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