| Autori | Poeti | |||||||||
| Juan
del Encina |
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Nella sua produzione musicale, quasi tutta composta in gioventù, si distinguono due gruppi, il repertorio teatrale e le canzoni. Del repertorio vocale ci sono pervenute una ottantina di canzoni, soprattutto villancicos, polifonicamente semplici, spesso ricche di brio e inclini ai modi della canzone castigliana con accompagnamento strumentale. Del Encina è considerato il padre del teatro spagnolo e uno dei cardini della musica rinascimentale. Fu contemporaneamente poeta, esperto di teatro, uomo di cultura e musico; nella versatilità delle sue esperienze artistiche risiede il segreto della sua originalità, seppe infatti coniugare i modelli consolidati della tradizione musicale quelli elaborati nellambito della chiesa e delluniversità con le influenze provenienti sia dalle diverse culture che avevano contribuito a creare la realtà storica spagnola, sia dalla musica popolare, dando luogo ad un linguaggio musicale sincretico e profondamente rinnovato. Le sue composizioni profane sono contenute quasi per intero nel Cancionero Musical de Palacio, mentre sono andate perdute le composizioni di carattere religioso. Appartengono al repertorio del coro: |
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