| Da quando si
aggroppò il canto
nel tondo della bocca;
da quando il petto depone
le sue grida come un manto,
il tiranno prova terrore,
il povero sente allegria,
quando la voce sfida
quelli che lo sfidarono.
Per cantare, Victor Jara
fucilato è a sangue freddo.
Quelli che gli ruppero il petto
seminandolo di papaveri
non sanno che il suo canto è un'onda
che vola sopra i tetti.
Potranno farlo tacere per un pezzo,
insultarne la memoria,
ma la mano di chi spara
non può nulla su quella che canta.
Per sigillargli la gola
spararono a Victor Jara.
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Senza corpo nasce il menestrello;
nasce soltanto di voce,
e il tiranno crudele
quando lo sente cantare
cerca invano di strappare, col suo corpo,
la radice che canta.
La sua bocca è mille vulcani,
le sue mani montagne rare,
e per uccidere Victor Jara
hanno riempito di Jara il Cile.
Canarino insanguinato,
passero dalle ossa rotte,
lordo senza più grida
fu il suo corpo crivellato.
Dalle sue dita tagliate,
dalla sua bocca distrutta
sfuggì la sua voce ferita
e si mise a volare per il mondo
e adesso canta profonda
la voce di Jara senza vita.
Patricio Manns
Santiago del Cile, 19 settembre 1973 |