Il Cancionero (canzoniere) è una raccolta di poemi di autori
diversi i cui testi sono accompagnati dalla musica. Tali raccolte,
che non riguardano mai canzoni popolari ma solo musica dautore,
comparvero già nel medioevo ed ebbero grande diffusione durante
il rinascimento.
Negli anni venti il musicologo e diplomatico spagnolo Rafael Mitjana,
che si trovava in missione governativa in Svezia, scoprì nella
biblioteca Carolina delluniversità di Uppsala una raccolta
di villancicos stampata a Venezia nel 1556, che venne quindi denominata
Cancionero de Uppsala.
Mitjana si preoccupò di studiare e trascrivere i 54 brani
musicali contenuti nella raccolta, che sono suddivisi in 36 testi
di argomento amoroso e picaresco (12 a due voci, 12 a tre voci, 12
a quattro voci e 6 a cinque voci) e 12 Villancicos de Navidad
(10 a quattro voci e 2 a tre voci), tra cui Dadme
Albricias. La maggior parte delle poesie sono in castigliano,
catalano e galiego-portoghese.
Il volume è anonimo, Mitjana ritiene che si trovino qui rappresentati
diversi autori. La ragione dellanonimato è che i brani
erano così famosi allepoca da non richiedere lindicazione
degli autori, ben conosciuti al pubblico. Sembra certo che siano inclusi
testi di Juan
del Encina, come Ojos garzos ha la niña, che compare
in una raccolta di sue poesie risalente al 1516. Lo stesso brano compare
in una Recopilación de sonetos y villancicos (Sevilla,
1560) compilata da Juan Vázquez. Racconta inoltre Mitjana che
grazie a una nota manoscritta sul volume originale si scoprì
una trascrizione per "vihuela" di Teresica Hermana e che la stessa compare anche in un manoscritto conservato presso
la Biblioteca di Medinaceli. Tutto ciò a testimonianza della
popolarità dei brani citati, che ebbero certamente come luogo
di produzione e diffusione le corti dei re cattolici di Spagna. Il
Cancionero de Uppsala è considerato una delle più importanti
testimonianze della musica profana rinascimentale spagnola insieme
al Cancionero de Palacio e al Cancionero de Sablonara.
Appartengono al repertorio del coro:
Con que la lavarè
Dadme albricias
Ojos garzos ha la niña
Teresica Hermana